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Strudà
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mweaStrudà è una mweqfrazione di mweg1 659 abitanti del comune mwewVernole in mwfaProvincia di Lecce.
Contents
• Clima
• Storia
• Altro
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Clima
Dal punto di vista meteorologico Strudà rientra nel territorio del mwiaSalento orientale che presenta un mwiqclima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la mwigtemperatura media del mese più freddo, mwiwgennaio, si attesta attorno ai +9mwja °C, mentre quella del mese più caldo, mwjqagosto, si aggira sui +24,7mwjg °C. Le mwjwprecipitazioni, frequenti in mwkaautunno ed in mwkqinverno, si attestano attorno ai mwkg626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africanacite-ref-1[1].
| Vernole-Strudà | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Vernole-Strudà | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 12,6 | 13,2 | 15,0 | 18,3 | 22,6 | 26,8 | 29,2 | 29,6 | 26,2 | 21,8 | 17,6 | 14,2 | 13,3 | 18,6 | 28,5 | 21,9 | 20,6 |
| T. min. media ( °C ) | 5,6 | 5,8 | 7,2 | 9,5 | 13,1 | 17,0 | 19,5 | 19,9 | 17,3 | 13,7 | 9,9 | 7,1 | 6,2 | 9,9 | 18,8 | 13,6 | 12,1 |
| Precipitazioni ( mm ) | 71 | 60 | 65 | 40 | 33 | 20 | 16 | 22 | 49 | 80 | 97 | 74 | 205 | 138 | 58 | 226 | 627 |
| Umidità relativa media (%) | 78,7 | 78,2 | 77,8 | 77,3 | 76,2 | 72,9 | 70,9 | 72,4 | 76,5 | 79,2 | 80,5 | 80,3 | 79,1 | 77,1 | 72,1 | 78,7 | 76,7 |
Storia
Il territorio fu abitato fin dall'mwnaetà del bronzo. Le origini dell'abitato sono di epoca romana. Il toponimo, infatti, deriverebbe dal termine latino mwnqstruthea, una specie di mela cotogna selvatica che, nelle campagne a ridosso del centro abitato, cresce spontaneamente.mwngTancredi d'Altavilla inglobò il feudo di Strudà (mwnwCasale Strute) alla mwoaContea di Lecce. Seguì le sorti del mwoqPrincipato di Taranto, sotto la signoria degli mwogOrsini Del Balzo e nel mwow1591 fu venduto ai Pagano. Nel mwpa1607 passò alla famiglia Saluzzo; nel mwpq1627 fu acquistato dai Salamy che l'anno dopo lo cedettero agli Esperti. A questa famiglia si deve la ristrutturazione del palazzo ducale. Con il matrimonio fra Margherita Vittoria Esperti e Andrea Saraceno di mwpgMontemesola, il quale si distacco dalla famiglia dei Saraceni e ne fondó una nuova insieme a Margherita Vittoria Esperti con il nome si Saraceno-Esperti. Il palazzo e feudo furono trasmessi a questa famiglia fino alla applicazione delle mwpwleggi eversive della feudalità. Nel mwqa1866, con l'unificazione dell'mwqqItalia e la fine del mwqgdominio borbonico, l'mwqwuniversitas di Strudà fu aggregata al Comune di Vernole insieme alle universitates di mwraAcaja, mwrqAcquarica di Lecce, mwrgPisignano e mwrwVanzecite-ref-2[2].
Storia del palazzo Esperti-Saraceni
La storia del palazzo marchesale di Strudà è molto antica e affascinante. Si narra che il primo nucleo del palazzo fu costruito nel XV secolo dai baroni Esperti, che avevano ricevuto il feudo di Strudà dal re Ferdinando I d'Aragona. I baroni Esperti erano noti per essere grandi mecenati e protettori delle arti, e fecero del palazzo un centro di cultura e di splendore.
Nel XVI secolo, il palazzo fu ampliato e abbellito con elementi rinascimentali, come il portale bugnato, le finestre a bifora e il cortile interno con il pozzo.
Nel XVIII secolo, il palazzo passò per via ereditaria alla famiglia Saraceno, che era originaria di Napoli e che aveva acquisito il titolo di marchesi di Strudà. I Saraceno apportarono al palazzo ulteriori modifiche e aggiunte, come la balconata barocca.
Storia del convento dei francescani
Il convento di Strudà fu fondato nel 1498 dai Francescani Scalzi, un ramo dell'ordine francescano che si distingueva per la sua rigorosa osservanza della povertà e della semplicità. I frati si dedicavano alla predicazione, all'assistenza ai poveri e alla cura degli infermi. Il convento era situato in una zona rurale, circondato da ulivi e vigneti. Il convento era composto da una chiesa dedicata alla Vergine Immacolata, un chiostro con un pozzo al centro, una biblioteca che conservava preziosi manoscritti e una foresteria che accoglieva i pellegrini e i visitatori. Il convento di Strudà visse un periodo di splendore fino alla metà del XVII secolo, quando fu colpito da una serie di calamità. Nel 1650, il convento fu soppresso dal papa Innocenzo X. I frati furono costretti a trasferirsi in altri conventi più grandi e meglio attrezzati. Il convento di Strudà fu abbandonato al suo destino e iniziò a decadere. Nel corso dei secoli, il convento subì i danni del tempo, delle intemperie e dei saccheggi. Oggi del convento rimangono solo alcuni resti, che testimoniano la sua antica bellezza e importanza. Il convento di Strudà è un patrimonio storico e artistico da salvaguardare e valorizzare.
Il pozzo della Madonna della Neve
Il Pozzo di Strudà è un antico pozzo che si trova nella piazza principale. Il pozzo è una fedele replica della cinquecentesca fonte monumentale in pietra leccese andata distrutta nel 1958. Su di esso si erge l'originaria statua della Madonna della Neve, elemento scultoreo scampato alla demolizione. Il pozzo è stato ricostruito nel 2009¹.
Il pozzo è a pianta quadrata e presenta quattro colonne che sorreggono una cupola. Al centro del pozzo c'è una vasca circolare con un'apertura. Il pozzo è decorato con motivi floreali e geometrici, tipici dell'arte barocca leccese.
Il pozzo è dedicato alla Madonna della Neve, la patrona di Strudà. La statua della Madonna, in pietra leccese, raffigura la Vergine con il Bambino in braccio.
La devozione alla Madonna della Neve risale al 5 agosto 1498, quando si narra che nevicò a Strudà, un fenomeno straordinario per il clima salentino. La gente interpretò la neve come un segno della presenza della Madonna e costruì una chiesa in suo onore. La chiesa, che si trova a poca distanza dal pozzo, è la chiesa madre del paese e conserva al suo interno un altare dedicato alla Madonna della Neve².
Il pozzo era un punto di ritrovo per gli abitanti di Strudà, che vi attingevano l'acqua per le loro necessità quotidiane. Il pozzo era anche un luogo di preghiera e di devozione, dove si recitavano il rosario e le litanie alla Madonna. Il pozzo era anche testimone di momenti di festa e di allegria, come le feste patronali, i matrimoni e le fiere.
Il pozzo di Strudà è un simbolo della storia e della cultura di questo paese salentino, che ha saputo conservare le sue tradizioni e la sua fede. Il pozzo è anche un'opera d'arte, che esprime la maestria e la creatività degli artisti locali. Il pozzo è infine un invito a scoprire le bellezze e i tesori di Strudà, un paesino a metà tra Lecce e il mare³.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa Madre di Santa Maria ad Nives
La chiesa Madre di Santa Maria ad Nives è il principale mwyqluogo di culto mwygcattolico del paese.
L'impianto originale risale al mwzaXIII secolo ma l'aspetto attuale della chiesa è dovuto ai restauri della fine del mwzqXVI secolo: dell'edificio originario sono rimasti esclusivamente i muri perimetrali, la porta laterale e alcuni altari. La facciata si presenta semplice e lineare, caratterizzata da due nicchie con le statue degli apostoli mwzgPietro e mwzwPaolo, portale d'ingresso e finestra centinata. L'interno, a navata unica, accoglie quattro altari in mwaapietra leccese dedicati alla mwaqMadonna di Costantinopoli, alla mwagMadonna della Neve, alla mwawMadonna del Rosario e a mwbasan Francesco di Paola, quest'ultimo contenente lo stemma dei marchesi Saraceno. Al mwbq1725 risale la mwbgsacrestia; il tetto, originariamente in canne, venne ricostruito nel mwbw1823 con una volta a spigolo. L'edificio è inoltre provvisto di un mwcacampanile a vela, posto sul lato sinistro della costruzionecite-ref-3[3].
L'mwdgorgano a canne della chiesa è stato costruito nel mwdw2000 da Eligio Bevilacquacite-ref-4[4]. A mwfqtrasmissione elettrica, la sua consolle ha due tastiere di 61 note ciascuna e mwfgpedaliera concavo-radiale di 32 note.
Centro Pastorale San Giovanni Paolo II
Il 17 Settembre 2017 è stato inaugurato con benedizione solenne da Don Andrea Zonno alla presenza di grande partecipazione di popolo, il nuovo Centro Pastorale - Oratorio intitolato al grande Papa polacco. Dal 1962 la suddetta struttura parrocchiale ha accolto le Suore Salesiane dei Sacri Cuori di San Filippo Smaldone che hanno servito la comunità mediante l'educazione dei più piccoli. La scuola dell'infanzia "Maria SS.della Neve" è stata punto di riferimento per tante famiglie, luogo di ascolto e di sostegno umano e religioso. Dopo il ritiro delle Suore, la struttura continua ad essere luogo educativo parrocchiale per le attività ludiche, spirituali, catechetiche e formative della Comunità.
Altre chiese
• Cappella della Madonna delle Grazie - mwiaXVII secolo.
• Ruderi del Convento dei Francescani Scalzi - fu soppresso nel mwig1650 con mwiwbolla di mwjaPapa Innocenzo X.
Architetture civili
Palazzo Baronale Esperti-Saraceno
Il palazzo Baronale Esperti-Saraceno fu edificato tra il mwkaXV e il mwkqXVI secolo. La facciata è caratterizzata da una pregevole balconata barocca e da un portale mwkgbugnato sormontato da mensole. L'edificio è a pianta rettangolare e al suo interno sono visibili grandi sale settecentesche ed un ingegnoso sistema di raccolta della acque piovane.
Masseria Visciglito
La masseria Visciglito risale al mwlqXVI secolo e sorge su un antico tracciato viario. Nel mwlg1755 risulta appartenere al mwlwCollegio della Compagnia di Gesù di mwmaLecce. Il complesso masserizio è costituito da molino, cantine, capanne, pozzo, da due mwmqfrantoi ipogei, da una chiesa cinquecentesca e da un edificio palazziato caratterizzato da un colonnato e da una scala in pietra per l'accesso al piano superiore.
Altro
Pozzo della Madonna della Neve
Il pozzo costituisce una fedele replica della cinquecentesca fonte monumentale in mwnqpietra leccese andata distrutta nel mwng1958. Su di esso si erge l'originaria statua della Madonna della Neve, elemento scultoreo scampato alla demolizione. È stato ricostruito nel mwnw2009. Il pozzo, oltre al suo naturale compito di provvedere alle necessità idriche della cittadina e del circondario, svolgeva funzioni di aggregazione sociale e, in origine, finanche di carattere amministrativo-istituzionale essendo storicamente indicato quale punto di riferimento del foro parlamentare che riuniva periodicamente la maggior parte delle mwoaUniversitates appartenenti all'area contermine alla città capoluogo di mwoqLecce.
Note
cite-note-11. ↑ mwqamwqqmwqgValori climatici del Salento orientale, su mwqwbiopuglia.iamb.it mwra(archiviato dall'mwrqurl originale il 22 luglio 2011).
cite-note-22. ↑ L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto - Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
cite-note-33. ↑ PIS12 Regione Puglia - Intinerario Turistico Culturale Normanno Svevo Angioino
cite-note-44. ↑ mwtwmwuamwuqL'organo a canne della Chiesa Madre, su mwugorganaria.it.
Bibliografia
• mwvgLuciano Graziuso, Vernole e frazioni, Lecce, Capone editore, 1979.
• Bernardino Realino Nocera, mwwaStrudà il mio paese, 1980.
• Bernardino Realino Nocera, mwwgStrudà il mio paese 2, luglio 2017
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Strudà
Collegamenti esterni
• mwxwSito ufficiale della città di Vernole, su comunedivernole.it.
• mwyqNotizia del TGCOM che riporta la curiosa vicenda della locale squadra di calcio retrocessa con ben due mesi d'anticipo sulla fine del campionato di calcio, un record davvero singolare, su tgcom.mediaset.it. URL consultato il 9 marzo 2010 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2010).